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domenica 29 novembre 2015

"...sono stata catapultata per le strade dell'antica Atene..."

Il libro è veramente sorprendente!
Sono stata catapultata per le strade dell'antica Atene e ho condiviso i sentimenti, le emozioni, i pensieri di Aspasia e degli altri personaggi. Mi è piaciuto anche il linguaggio scelto, particolare, adatto e curato. Se poi penso, come ho fatto per tutta la lettura, che l'autrice è una ventenne... beh, non posso che fare i miei complimenti a Cecilia. Veramente brava! L' ho anche consigliato a qualche mia amica... Complimenti e auguri Cecilia per una promettente carriera di scrittrice!   Grazie ancora.

Maria Paola Cecconi (PG)

venerdì 31 luglio 2015

Recensione a cura di Annamaria Pecoraro - Deliri Progressivi

Annamaria Dulcinea Pecoraro
Può la dea Cipride sconvolgere e smuovere gli animi e avvicinare due cuori? Può la democrazia in una città colta come quella di Atene nel V secolo A.C. decidere sulla vita o morte di una persona? Può la capacità dialettica o lacrime sincere salvare da un destino certo? Tutto questo accade e si percorre nell’avvincente storia di Cecilia Cozzi. Passione, sagacia, rivisitazione di quanto accadeva e di come nella vivace cittadina ci fossero cose e modi di vedere che possono riflettersi tutt’oggi. Sicuramente non capiterà facilmente di incontrare personaggi loquaci come un Erodoto, un Protagora, un’Anassagora, un Socrate o un Un’Atene così paradossalmente chiusa e aperta, che trova la sua personificazione in Pericle, caloroso stratega e condottiero, che aveva “protetto” gli ateniesi imponendo la legge di rendere legittimi i matrimoni contratti tra gli stessi, escludendo tutto ciò che proveniva da fuori. Ma è in questa forma di tutela e al contempo di limitazione che si ritroverà ad affrontare una battaglia più grande di lui quella con Aspasia. Donna amabile, bellissima e confidente. Saggia dispensatrice di consigli, che ogni uomo vorrebbe accanto ma proveniente da una terra straniera: Questa, tornata a Atene con il padre anziano Alcibiade, resterà subito affascinata dalla carica di Pericle e viceversa, tanto da affrontare un’intera Agorà, e dicerie pur di vivere il loro amore. Aspasia, dai più ritenuta l’etere per eccellenza, dall’amato e da chi la stimava, l’unica carismatica fiamma che con profondo amore di vera moglie (seppure non per legge), ha donato tutta se stessa per la famiglia e per la patria che l’accolta. Amante, sposa, madre, filosofa, colta e politica memorabile, che per amore, solo per questo, affiderà la sua stessa esistenza a chi ha concesso e un romanzo struggente, e una presa visione di una figura fuori dal comune, o forse volutamente celata, poiché troppo splendente. Ma come si sa dietro a un grande uomo esiste una grande donna e la verità prima o poi, seppure dopo millenni, trova la sua giusta dimensione.
Dulcinea Annamaria Pecoraro
www.deliriprogressivi.com

Festival “Fiume d’Arte” alla “Casetta del Buon Vino” in occasione della presentazione di Augusta Tomassini “L’altra me” e di Cecilia Cozzi “Aspasia, Storia di una donna" 
sabato 1 e domenica 2 agosto in Piazza Demidoff Firenze 

lunedì 20 luglio 2015

"...Aspasia è divenuta per me amica, sorella, confidente, maestra..."

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Un grazie speciale a Cecilia per avermi permesso di avvicinarmi alla figura della grande Aspasia di Mileto. Nei giorni della lettura della tua opera, Aspasia è divenuta per me amica, sorella, confidente, maestra. Mi auguro che anche solo un bagliore della sua luce, della sua passione, del suo indomito coraggio possa dimorare in me e tracciare il sentiero.

Alessandra Gabbanelli 

lunedì 6 luglio 2015

"...Una Grecia tutt'altro che trascorsa..."

"...L'ho letto tutto d'un fiato, davvero un 'opera straordinaria che con leggerezza ci porta indietro nel tempo e ci rende protagonisti di vicende antiche, ma quanto mai attuali. Sorprendente è l'eloquio, raffinato e delicato, che ci fa partecipi di una Grecia tutt'altro che trascorsa..."


Prof.ssa Barbara Bottaluscio
(DS Istituto Comprensivo Camerano)

mercoledì 17 giugno 2015

"Aspasia, una donna da ammirare ed emulare" di Claudia Piccinno dall'Oceano nell'anima, Osservatorio Culturale



Claudia Piccinno
Un libro che già nel titolo racchiude un mondo, un titolo che lascia trapelare come questo libro sia il frutto di ricerche e studio, sebbene l'idea fosse nata quando Cecilia era ancora una studentessa di prima media. L'autrice infatti non è una delle tante scrittrici che nascono a grappolo e pullulano nel social network, ma una giovane studiosa con laurea triennale in storia greca che ha perseguito un'intuizione dedicandole anni di studio e sacrifici.

Cecilia Cozzi da bambina fu letteralmente stregata da un trafiletto del suo libro di storia in cui si nominava Aspasia, la compagna di Pericle e ce la restituisce in un romanzo incantevole.

lunedì 22 dicembre 2014

Una “femminista ante litteram”, recensione di Liana Mazzanti

Liana Mazzanti
Sullo sfondo dell’Atene del V secolo si intrecciano le vicende della vita di Pericle e della sua compagna Aspasia. Fanciulla bellissima e raffinata, giunta ad Atene con suo padre Alcibiade, provenienti da Mileto, conosce e si innamora profondamente, ricambiata, di Pericle, già famoso statista, sposato e padre di due figli, il quale, per amore di Aspasia divorzierà dalla prima moglie.
Poiché tra Atene e Mileto non esisteva epigamia, per la legge ateniese questa unione non poteva essere considerata un matrimonio, ma solo un concubinato, ed il figlio, Pericle il giovane, nato da quest’unione fu ritenuto illegittimo. I più videro Aspasia sempre come una comune etera senza importanza e come tale fu messa in ridicolo dai comici.. E’ tuttavia sbagliato considerarla una cortigiana, perché la sua abitazione era luogo d’incontro degli Ateniesi più eminenti e ragguardevoli del tempo, tra cui Socrate ed Alcibiade. Donna di alta cultura, di brillante ingegno e di spirito vivace, Aspasia ebbe tutta la stima di Socrate: fu lei che insegnò al grande filosofo il metodo detto socratico; influì sul carattere e sull’operato di

martedì 20 maggio 2014

“L’aurora dalle dita di rosa”, recensione di Lucrezia Ferretti

Lucrezia Ferretti
Dopo aver divorato il libro “Aspasia, storia di una donna”, lascio di seguito il mio commento.
Essendo un libro storico, vorrei iniziare parlando di come l’autrice ha affrontato la pragmatica trattazione degli avvenimenti storici. Credo che abbia inserito in maniera fluida e organica tale narrazione, che si incastra perfettamente nella trama delle vicende personali e politiche dei protagonisti. Penso che questa sia una delle peculiarità che più ho apprezzato.
Altrettanto piacevole e interessante è il dibattito filosofico, che Cecilia ha mostrato tramite dialoghi arguti tra le più eccelsi menti dell’epoca. Non credo sia facile esprimere un’intera concezione filosofica in poche battute nel contesto di un discorso diretto, quindi è stata veramente brava!
Ho trovato poi meravigliose le descrizioni, arricchite di un registro linguistico e culturale greco al 100%. Penso che solo coloro che hanno una certa conoscenza della cultura greca possano apprezzare la sua maestria nello scegliere gli aggettivi (ammirevoli gli epiteti più tradizionali e conosciuti e ancor più quelli riferiti alle condizioni climatiche e agli eventi naturali, quali “i venti procellosi” e “l’aurora dalle dita di rosa”), i paragoni e i continui richiami ai poeti e ai miti greci, dai meno popolari a quelli più noti quali Iliade, Odissea e la saga di Giasone e gli argonauti.
Interessante è la dicotomia che investe il personaggio di Aspasia. Donna dalle idee innovative, pronta ad appoggiare

venerdì 16 maggio 2014

Aspasia, storia di una donna nel racconto di Cecilia Cozzi, recensione di Giuseppe Lorin

 Giuseppe Lorin
da ClickNews recensione di Giuseppe Lorin

Leggere un libro e fantasticare sullo spettacolo teatrale che ne potrebbe scaturire! È così l’approccio avuto alla lettura di questo emozionante romanzo scritto dalla giovane Cecilia Cozzi. 
Potrebbe certo essere un cavallo di battaglia per un’attrice padrona degli spazi teatrali e consapevole della sua professionalità. Manuela Kustermann potrebbe essere la candidata ma anche la multiforme Chiara Pavoni saprebbe come affrontare l’interpretazione del personaggio Aspasia! Ma torniamo al romanzo. Aspasia, alle soglie di una maturità emotiva e fisica incalzante, ripercorre le sue memorie di donna, allietata dalla brezza estiva, osservando l’azzurro spazio marino. La sua vita intensa e avventurosa è stata segnata da un amore unico e irripetibile, il suo Pericle.
Pericle, il più grande statista ateniese, governò la città e la elevò al massimo splendore. Purtroppo, morì di peste durante l’assedio di Atene nel 429 a. C.. Fu suo il merito di far apprezzare Atene per la politica, l’economia, la cultura e le arti in genere. E così la città prosperò fino a diventare il centro del mondo greco.
Fu Pericle che ordinò la costruzione del Partenone e di molti dei monumenti che ancora oggi caratterizzano l’acropoli. Fu proprio nella