Intervista a Generazione Mobile
Studiare e Lavorare nel Mondo
Condotto da Sergio Nava
Studiare e Lavorare nel Mondo
Condotto da Sergio Nava
Lascia che siano solo la tua passione e i tuoi sogni a guidarti: è solo così che otterrai le ricompense più grandi
| Carleton University - (Greek and Roman Studies) - winter 2017 |
È solo crescendo che ho imparato, fino in fondo, la bellezza del viaggio: ho appreso, sebbene all'inizio con difficoltà e dolore, a lasciare la comodità e la tranquillità del nido, quasi con uno strappo deciso e violento, ma destinato a ripagarti delle gioie più grandi, conquistate grazie a quell'abbandono severo e tuttavia giusto. Così sono venute Trento, con quelle splendide nottate in treno che mi hanno regalato tanti pensieri, domande e riflessioni; Cambridge, che mi ha dato il primo profumo di autonomia e la libertà di costruirsi un proprio percorso; infine Ottawa, un crescendo di emozioni intense e vorticose, l'avventura più inaspettata ed insieme più autentica, verso un nuovo mondo, verso il mio mondo. Poi, però, tornando in Italia, in quella patria che ho sempre ritrovato dentro di me più che in vuote professioni esteriori, ho capito che nemmeno allora
E’ strano pensare che, appena un anno fa, un grande sogno rimaneva ancora non compiuto: oltrepassare i confini dell’Europa, assaporare il brivido di esplorare il continente americano. Negli inizi di quel 2015 da cui attendevo molto, mi chiedevo spesso se fossi riuscita a coronare quel progetto, se fossi sopravvissuta a tutta la sequela di selezioni, curricula, certificazioni di lingua e colloqui che si frapponevano fra me e la meta, ancora lontana.| Centro Baden Powell Camerano |
Nella vita, i traguardi migliori, i successi più insperati giungono
così: inaspettati, inattesi, ci ricordano la bellezza
dell'imprevedibile, di quelle sorprese che, puntualmente, smentiscono
ogni nostra convinzione precedente. E ci fanno capire come i sentieri
della vita che non ci aspettavamo di percorrere siano gli stessi a
regalarci le soddisfazioni più grandi o le consapevolezze più profonde. Quando cominciai la stesura del romanzo di Aspasia, nelle calde giornate
di un'estate tanto attesa, credevo di dare corpo e voce ad un sogno, a
delle immagini che avevano sempre popolato la mia fantasia, acceso la
mia immaginazione: sembrava quasi di condividere una parte di sé, di
portare a compimento qualcosa che mi ronzava da troppo tempo in testa.
Ma non potevo immaginare che quel libro, quelle pagine in cui avevo
racchiuso l'essenza di me stessa, mi avrebbero mai portato a tanto:
tutto sembrava il semplice divertimento di una ventenne in ozio, un
vezzo da mostrare agli amici o lasciare custodito in un cassetto, e
invece mi sbagliavo.
Siamo davvero strani, noi uomini. Fissiamo una giornata e decidiamo che, in quelle 24 ore, abbiamo la possibilità di festeggiare e ricordarci di chi amiamo, anzi, meglio, di gridare ai quattro venti quanto quella persona sia importante nella nostra vita. Dobbiamo farlo, perché è nello spirito della festa e perché, subito dopo, saremmo così riassorbiti dal flusso incalzante del tempo, che sembrerà inopportuno farlo o dirlo di nuovo, in un giorno ordinario. Ne volete una prova? Ripercorrete i post e le foto dei vostri amici facebook: quasi nessuno, ieri, avrà dimenticato di celebrare la propria madre, di mostrare ai suoi contatti una di quelle deliziose foto scattate durante la propria infanzia, di ribadire, a suon di proverbi e di citazioni famose, quanto amore possa sfoderare una mamma.
In questo mondo, poche meraviglie possono davvero eguagliare
l'entusiasmo, la passione, quel fuoco interiore per cui, la mattina,
nonostante il suono stridulo della sveglia ed il caldo accogliente delle
coperte, si aprono gli occhi e ci si mette comunque in moto,
determinati e consapevoli. Realizziamo subito che dovremo correre,
districarci in un tortuoso slalom fra impegni e appuntamenti, cercando a
fatica di non essere fagocitati da incombenze che sembrano solo
aumentare, ma, in fondo, tutto questo non può limitarci, non può
impedire al nostro sorriso di spuntare, di illuminare il nostro viso o
gli occhi stanchi per le poche ore di sonno. Ecco, senza che ce ne
rendiamo davvero conto, il nostro piccolo miracolo, la chiave di volta
per la felicità: sapere ciò che più amiamo e dedicarvi tutte le nostre
forze, ogni nostro più minuto pensiero. Cosa potrebbe, in fondo,
eguagliare una spinta, un desiderio così intenso, per cui si è disposti a
varcare ogni sera la soglia di casa a passi lenti, ma con un segreto
compiacimento, una remota sensazione di essere nella giusta direzione?![]() |