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| Giuseppe Lorin |
Leggere un libro e fantasticare sullo spettacolo teatrale che ne potrebbe scaturire! È così l’approccio avuto alla lettura di questo emozionante romanzo scritto dalla giovane Cecilia Cozzi. Potrebbe certo essere un cavallo di battaglia per un’attrice padrona degli spazi teatrali e consapevole della sua professionalità. Manuela Kustermann potrebbe essere la candidata ma anche la multiforme Chiara Pavoni saprebbe come affrontare l’interpretazione del personaggio Aspasia! Ma torniamo al romanzo. Aspasia, alle soglie di una maturità emotiva e fisica incalzante, ripercorre le sue memorie di donna, allietata dalla brezza estiva, osservando l’azzurro spazio marino. La sua vita intensa e avventurosa è stata segnata da un amore unico e irripetibile, il suo Pericle.
Pericle, il più grande statista ateniese, governò la città e la elevò al massimo splendore. Purtroppo, morì di peste durante l’assedio di Atene nel 429 a. C.. Fu suo il merito di far apprezzare Atene per la politica, l’economia, la cultura e le arti in genere. E così la città prosperò fino a diventare il centro del mondo greco.










